Calcoli Renali e Dieta

Calcoli Renali e Dieta

Dicono sia uno dei dolori più acuti che una persona possa provare nella vita: oggi affrontiamo il tema dei calcoli renali (litiasi in gergo tecnico). Se ne soffri spesso o ne hai sofferto in passato sai bene di cosa parlo. Esiste un modo per prevenirli? Calcoli renali e dieta possono diventare anche in questo caso un connubio perfetto?

calcoli renali e dieta

Andiamo a scoprirlo nell’articolo!

CALCOLOSI RENALE, COS’E’?

La litiasi o calcolosi renale indica la presenza di formazioni solide nell’apparato urinario. Queste si creano in seguito alla precipitazione e successiva aggregazione di sostanze disciolte nelle nostre urine. In pratica avere qualcosa di più “pesante” nelle urine fa sì che questo si depositi e se si aggrega con altro materiale crea i famosi “sassolini” di cui abbiamo sentito parlare.

QUALI SOSTANZE SI DEPOSITANO

Per capire come calcoli renali e dieta siano legati dobbiamo innanzitutto chiederci: di cosa sono composti i sassolini che sentiamo come una lama nei reni??

Ebbene ve ne sono di diversi tipi:

  • Il 35% di essi sono fatti di ossalati di calcio,
  • Il 20% sono formati da acido urico,
  • Il 2% da cistina,
  • Il restante da un mix dei tre.

OSSALATI DI CALCIO

Ecco quindi come gestire calcoli renali e dieta. Partiamo dagli ossalati di calcio. Essi sono dei prodotti finali  del metabolismo della glicina, un amminoacido introdotto sia con l’alimentazione (proteine animali), che dal ricambio tissutale. Se per motivi di pH o di carenza di ioni calcio questi non si dissolvono, possono causare la formazione dei calcoli. Va quindi ridotta al minimo la loro introduzione con la dieta (meno di 800 mg al giorno per l’uomo e di 1000 mg al giorno per la donna). Risulta utile inoltre evitare l’assunzione di integratori di VITAMINA C e ridurre i grassi, che aumentano l’assorbimento degli ossalati di calcio.

Ossalati di calcio, dove trovarli?

Gli ossalati si trovano nei cibi ricchi di calcio. Ecco di sotto le categorie alimentari che ne presentano le maggiori quantità.

Formaggi (valori di Calcio per 100g di prodotto)

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Grana (1169 mg), Parmigiano (1159 mg), Emmenthal (1145 mg), Pecorino (900 mg), Groviera (1123 mg), Fontina (870 mg) Stracchino (567 mg), Crescenza (557 mg), Mozzarella (500 mg).

Latticini

Latte in  polvere (1050 mg), Latte scremato (125 mg), Latte parzialmente scremato (120 mg), Yogurt magro (120 mg), Latte e yogurt interi (119 mg).

Verdura e frutta

Salvia (600 mg), Rucola (300 mg), Basilico (250 mg)., Mandorle (240 mg), FIchi secchi (186 mg), Spinaci (150 mg), Nocciole (140 mg). Noci (130 mg), Pistacchi (130 mg), Radicchio (115 mg).

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Legumi

Soia secca(257 mg), Ceci secchi (142 mg), Fagioli secchi (102 mg).

Pesce e uova

Sgombro (185 mg), Acciughe (184 mg), Polpo (144 mg), Granchio (120 mg), Merluzzo (142 mg), Orata (125 mg), tuorlo d’uovo (116 mg).

Cereali

Grano saraceno (110 mg), Crusca di grano (110 mg), Segale (100 mg).

Da notare che in assenza di problemi di calcolosi questi alimenti diventano un ottimo alleato nella prevenzione dell’osteoporosi – artrosi e della carenza di calcio tipica della menopausa!

Attenzione infine agli alimenti ricchi di acido ossalico, parametro che spesso è alterato nelle analisi del sangue in chi ha problemi di litiasi renali.

I cibi più ricchi di acido ossalico sono infine:

Spinaci, Rabarbaro, Prezzemolo, Barabietole, Broccoletti, Piselli, Pane integrale, Lampone, Fragole e Cacao.

ACIDO URICO

L’acido urico è il prodotto finale del metabolismo delle purine, dei nucleotidi che si trovano anche nel DNA!

Esso ha un difetto: è poco solubile e può quindi precipitare come urato acido di sodio a livello delle articolazioni o come urato d’ammonio nel tratto urinario. Vanno quindi evitati gli alimenti ricchi di purine.

ALIMENTI AD ELEVATO CONTENUTO DI PURINE (e quindi da evitare): Fegato, Rene, Acciughe, Cozze, Trota, Agnello, Capretto, Vitello, Selvaggina, Tacchino, Alcol etilico.

ALIMENTI A MEDIO CONTENUTO DI PURINE (da limitare): Asparagi, Pollo, Anatra, Affettati, Funghi, Fagioli, Lenticchie, Aragosta, Ostriche, Maiale, Spinaci.

ALIMENTI A BASSO CONTENUTO DI PURINE (concessi senza limitazioni): Caffè, Frutta, Pane, Pasta, Riso, Uova, Latte e derivati, Vegetali verdi.

Per questo problema è invece utile l’integrazione con VITAMINA C (limoni, arance, kiwi) che aumenta l’escrezione di citrato.

CISTINA

Il connubio calcoli renali e dieta trova infine poche implicazioni per l’ultimo caso: quelli causati dalla cistina. Essi infatti dipendono da una malattia ereditaria (cistinuria), caratterizzata appunto da un’elevata concentrazione di questo amminoacido nelle urine.

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In questo caso l’indicazione dietetica è quella di monitorare gli introiti di sodio (< 100 mg/die) ed integrare con POTASSIO CITRATO a cicli periodici per mantenere il pH urinario tra 7.5 e 8.

INFINE L’ACQUA

Il mio professore di nefrologia diceva sempre: il 95% delle patologie renali si prevengono bevendo!

Bere acqua è la miglior cura e prevenzione da attuare per i calcoli renali e dieta. Qualsiasi tipo di litiasi infatti si tratta attraverso l’uso di acqua oligominerale da assumere preferibilmente lontano dai pasti, a digiuno o prima di coricarsi. Bisognerebbe berne almeno 2 litri al giorno!! Via libera quindi ad acque alcaline, preferibilmente iposodiche e ipocalciche e NON dal rubinetto. L’acqua di casa infatti è spesso ricca di calcio (il calcare che si forma sulla doccia o nel lavandino) e va per questo evitata.

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Domande o dubbi su calcoli e dieta? Sono a tua disposizione per qualsiasi domanda anche su Facebook 😉

A presto e buona dieta a tutti!!

Alice

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