Il meraviglioso mondo delle allergie e delle intolleranze

Il meraviglioso mondo delle allergie e delle intolleranze

Quante volte ti sei sentito gonfio dopo aver mangiato la pizza? Oppure, ti è mai capitato di avvertire forti dolori di pancia dopo un bel bicchiere di latte? Ti compaiono strane macchie sulla pelle quando mangi qualcosa di strano?Potresti essere una delle sempre più numerose persone con allergie o intolleranze alimentari!

Scopriamo insieme le differenze e come comportarsi 😉

ALLERGIA, INTOLLERANZA O SENSIBILITA’?

Come sempre partiamo dalle basi: definiamo bene cosa sono allergia, intolleranza e sensibilità agli alimenti, visto che oggigiorno se ne sentono di tutti colori 😉

Allergie alimentari

Il termine “allergia” deriva dal greco e significa “reazione diversa”. Esso indica una alterata reazione del nostro organismo nei confronti di sostanze che sono generalmente innocue per la maggior parte della popolazione. Per capirsi, se una persona allergica alle arachidi si finisce un vasetto di burro di arachidi potrebbe non arrivare vivo in ospedale!

La reazione allergica è scatenata dal sistema immunitario, che reagisce in modo troppo violento nei confronti delle sostanze che ingeriamo. Egli infatti le riconosce come estranee (non-self) e scatena una cascata di eventi che si manifestano in diversi modi.intolleranze

I sintomi più comuni sono gli eritemi, le orticarie, i rush (o sfoghi) cutanei e i disturbi respiratori come l’asma.

Vi sono poi allergie che si manifestano con la cosiddetta “Sindrome Orale Allergica” (SOA), caratterizzata da prurito e irritazione del cavo orale.

Infine, possono esservi manifestazioni a livello del sistema gastro-intestinale. Coliche intestinali, diarrea, vomito, perdita di peso, ostruzione e gonfiore intestinale, sangue nelle feci sono tipici sintomi e manifestazioni del problema.

La situazione più critica a cui si può assistere in presenza di un’allergia è però lo shock anafilattico. Con questo termine si intende una reazione a rapida insorgenza che può coinvolgere diversi organi ed apparati. Di solito include la perdita di conoscenza correlata alla liberazione di mediatori vasoattivi come l’istamina. L’unica soluzione in questi casi è una bella puntura di adrenalina!

Intolleranze alimentari

A differenza delle allergie, le intolleranze NON dipendono dal sistema immunitario dell’organismo. Non vengono prodotti anticorpi contro una sostanza “non identificata”, non crescono i livelli di Istamina e non portano alla morte. Per la maggior parte dei casi le intolleranze sono dovute ad un difetto enzimatico. Nell’intolleranza al lattosio, ad esempio, mancano a livello del lume intestinale le lattasi. Esse sono particolari proteine che permettono la scomposizione del lattosio (in glucosio e galattosio). Il frazionamento della molecola di lattosio permette infatti il suo passaggio nel lume intestinale e la sua conseguente digestione. Nel caso in cui venissero a mancare le lattasi, o se il nostro corpo non ne produce abbastanza, lo zucchero del latte rimane indigerito. Qui fermenterà (provocando il caratteristico gonfiore) e richiamerà acqua, che poi, come sanno bene gli intolleranti, porterà a diarrea in brevissimo tempo.intolleranze

Sensibilità ad un alimento

Molto di moda oggi sono le sensibilità alimentari. L’argomento in questo caso diventa abbastanza complesso poiché si discosta un po’ dalla scienza medica. Infatti, mentre per intolleranze ed allergie esistono oggi strumenti all’avanguardia che permettono di diagnosticarle, le sensibilità non hanno nessun metodo riconosciuto dalla scienza che le individui. Un soggetto sensibile, ad esempio, è la persona che pur non essendo celiaco (e quindi negativo al test eseguito attraverso le analisi del sangue specifiche) sente disturbi dopo aver mangiato la pasta. È difficile chiarire se questi disturbi siano più di tipo fisiologico o mentale (dovuti per esempio a stress o condizionamenti vari) e NON esistono strumenti che identificano la sensibilità!! (risparmiate i 50euro della farmacia o dell’erboristeria o del cartomante che con strani metodi vi legge la mano e vi dice che non potete più mangiare nulla perché non valgono nulla!!!!).

intolleranze

COME FACCIO A SAPERE A COSA SONO ALLERGICO-INTOLLERANTE?

Ora che abbiamo chiarito i concetti passiamo alla pratica. Come si fa a sapere a cosa si è allergici o se abbiamo intolleranze?intolleranze

Beh potete farlo in tre modi: il primo è andare in un centro non riconosciuto, dal cartomante, dalla nonna del vicino di casa che sa sempre tutto di tutti e farvi dare una lista di tutto ciò che non potete mangiare, eliminarlo e credere di stare bene (cosa che ovviamente non vi consiglio 😉 ). Il secondo è usare voi stessi come cavie, quindi valutare i propri sintomi cercando di associarli a un alimento o a dei cibi consumati prima dell’evento. Il terzo è andare dal medico.

Il medico è l’unico che può prescrivervi e farvi test scientificamente validi!!

Questi sono diversi a seconda di cosa si vuole cercare.

Diagnosi di allergie…

Per le allergie solitamente si usano test cutanei. Skin Prick test, Prick by Prick e Atopic Patch Test sono alcuni esempi. Attraverso piccoli buchetti sulla pelle si mettono a contatto le presunte sostanze che scatenano l’allergia con il sangue. Se il buchetto poi diventa rosso, porta a prurito o reagisce in qualche modo significa che il sistema immunitario è attivo contro quella sostanza. Altri metodi usati per diagnosticare un’allergia sono anche la Provocazione Orale o Labiale e il RAST che valuta gli anticorpi nel sangue (IgE specifiche, come per la celiachia in cui si ricercano anticorpi anti-Tranglutamilasi anti-gliadina e anti-endomisio).

Diagnosi di intolleranze…

Per fare diagnosi di intolleranze solitamente si usano i Breath Tests. Questi si effettuano sempre in ospedale e consistono nella somministrazione del presunto agente che causa i disturbi in formato concentrato. Per il lattosio ad esempio vi faranno bere un bicchierino con 20-25g di lattosio (che corrispondono a circa 300-400g di latte) e poi vi faranno aspettare. Dopo 30-60-90-120-150 e 180 minuti dall’ingestione, vi faranno espirare l’aria in un tubicino collegato ad una macchina che misura i livelli di idrogeno prodotti. In caso di intolleranza infatti questi superano una certa soglia che praticamente si evidenzia con il gonfiore addominale.

Esistono Breath tests per il lattosio, per il glucosio, per il fruttosio, per il sorbitolo, per lo xilitolo e per il lattulosio.

Diagnosi di sensibilità…

Come spiegavo prima, la diagnosi di sensibilità non esiste ancora ufficialmente. La cosa migliore se pensi di avere questo problema è rivolgerti ad un dietista o ad un esperto di nutrizione (dietologo o nutrizionista, no cartomante!!). Questi professionisti attraverso questionari, anamnesi approfondite, diari alimentari ed indagini sapranno indirizzarvi sul cosa fare e cosa non fare.

Ricorda: chi sa fare il proprio lavoro, in assenza di dati medici o scientifici non ti dirà mai di escludere a vita un alimento. Quindi se senza analisi del sangue o test specifici riconosciuti ti dicono di eliminare per sempre pasta-pane-latte e tutti i derivati gira i tacchi e scappa!!

COSA FARE SE SONO ALLERGICO O INTOLLERANTE AD UN ALIMENTO?

Sei andato dal medico? Hai fatto i test che ti ha consigliato? Hai allergie o intolleranze ad un alimento? No problem, ora arrivo io 😉

Il dietista a questo punto elaborerà per te un piano dietetico personalizzato in base alle tue esigenze e necessità.

Se hai un’allergia ad un alimento questo dovrà essere eliminato dalla dieta, visto che, come dicevo prima, si rischia la pella.

Se invece hai un’intolleranza solitamente si procede eliminando l’imputato per qualche settimana o mese (a seconda dei sintomi) per poi reintrodurlo gradualmente, salvo gravi casi.

LE PRINCIPALI ALLERGIE E INTOLLERANZE ALIMENTARI

I principali imputati al banco delle reazioni avverse agli alimenti sono: Latte, Uova, Grano, Pesce, Arachidi, Noci, Soia, Crostacei, Frutta e Verdura.

Allergeni vegetali

Gli allergeni di origine vegetale sono solitamente divisi in quattro categorie:

  • cupine (viciline e legumine) ossia le proteine di riserva dei semi,
  • prolamine che comprendono le proteine di riserva dei semi, la buccia di alcuni frutti e ortaggi (mele, pesche, pomodori, peperoni, ecc.) e nei cereali (quelle che causano la celiachia),
  • proteine di difesa delle piante (funghi, batteri e virus) o condizioni ambientali avverse;
  • profiline a cui appartengono alcuni allergeni del lattice, della betulla o dei cross-reagenti dei pollini (pesca, ciliegia, pera, nocciola, ecc.)

Dove trovarli?

  • nei Cereali

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L’allergia al frumento è data dalla produzione di IgE contro delle proteine presenti in essi (dalle gliadine all’alfa-amilasi). La più frequente e famosa di queste è la celiachia.

  • nelle Arachidi e nella Frutta a guscio

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  • in Sedano, sesamo e senape

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L’allergia al sedano è molto frequente in Italia. La sensibilizzazione al sesamo e alla senape invece, era trascurabile fino a pochi anni. L’introduzione e diffusione della cucina etnica e l’aggiunta di essi come ingrediente dei prodotti da forno (grissini, cracker, pane, ecc.), hanno fatto sì che il numero dei sensibili abbia subito un visibile aumento.

Allergeni animali

I principali allergeni di origine animale sono invece:

  • Caseine, alfa-lattoalbumine e beta-lattoglubuline,
  • Livetina,
  • Parvalbumina e tropomiosina.

Dove trovarli?

  • nel Latte

L’allergia alle proteine del latte è la più frequente e conosciuta, soprattutto in età pediatrica. La prevalenza va dal 2 al 7% nei bambini che non vengono allattati al seno, ma solitamente si risolve entro i 3 anni. La causa sembra proprio il precoce contatto del piccolo con proteine estranee, diverse da quelle fornite naturalmente dalla mamma.

L’intolleranza al lattosio invece è sempre più frequente: solo 2 italiani su 3 bevono tranquillamente il latte e la prevalenza di questa intolleranza varia dal 15 al 50%!

Come spiegato all’inizio, l’allergia è dovuta alle proteine presenti nell’alimento (caseine, alfa-lattoalbumina e beta-lattoglobulina), mentre l’intolleranza ad una carenza di enzima lattasi. Nel primo caso il latte e i suoi derivati andranno eliminati a vita; nel secondo questi prodotti vanno evitati per 3-6 mesi per poi reintrodurli gradualmente. Ricorda: Yogurt e Formaggi stagionati più di 36 mesi contengono quantità irrilevanti di lattosio, quindi possono essere consumati dagli intolleranti (non dagli allergici!).

  • nelle Uova

 

  • nel Pesce, molluschi e crostacei

ALLERGENI NON ALIMENTARI

Tra le allergie non alimentari famose, troviamo quella al Nichel. In realtà riveste un ruolo fondamentale anche l’alimentazione: il Nichel è infatti presente nel terreno dove crescono molti ortaggi e frutti e si deposita di conseguenza su di essi. I principali alimenti che contengono questo metallo sono: Asparagi, spinaci, cavolini di Bruxelles, cipolle, pomodoro, rabarbaro, pere, funghi, fagioli, piselli. Anche aringhe, ostriche, lieviti, cacao, tè possono contenere Nichel. In realtà la comparsa di sintomi a questi cibi è molto soggettiva. Alcune persone infatti soffrono solo il contatto con il metallo e non la sua ingestione!

Andrà quindi valutato soggetto per soggetto se può essere necessario eliminare tutti questi cibi. Molte volte la semplice riduzione o l’astensione dal consumarli per brevi periodi è già risolutivo! La cosa più importante è invece utilizzare pentole smaltate, in alluminio o in acciaio inox per cucinare, visto che il resto del pentolame contiene Nichel.

IN CONCLUSIONE

Se credi di avere un’allergia o delle intolleranze rivolgiti al tuo medico e valuta insieme al lui se è il caso di fare delle analisi più precise. Se un tuo stretto familiare è celiaco hai un alto rischio di esserlo anche tu, quindi è sicuramente il caso di fare un’indagine dei livelli di transglutaminasi.

Le intolleranze NON fanno ingrassare! Se sei ingrassato due chili durante le vacanze natalizie probabilmente hai mangiato troppo pandoro, non sei intollerante al lievito del pandoro! 😉

I sintomi possono essere sia cutanei che gastro-intestinali: macchie sulla pelle? Prurito al palato? Orticaria? Potrebbe essere un’allergia. Diarrea? Crampi? Gonfiore visibile? Più probabile che sia un’intolleranza.

Prima di eliminare completamente alcune categorie alimentari o di escludere un cibo fai i test e rivolgiti ad un esperto! Se non è un’allergia o un’intolleranza grave non esistono ragioni valide per eliminare nulla 😉

Tutto chiaro? Spero di sì. Nel prossimo articolo approfondirò meglio la celiachia visto che ogni anno ci sono circa 10 mila nuove diagnosi 😉

A presto e buona dieta a tutti 🙂

 

 

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